Neve

Ho pianto, ho pianto di neve e tetti imbiancati, il selciato già scomparso sotto il manto bianco. Ho pianto lontano dalle vostre stufe e quel letto dove facevi l’amore perché non c’era la televisione, perché non c’era neanche tua madre e un po’ perché ti andava. Fuori con il vento che mi correva tutt’attorno ed io a gridargli dietro per distrarlo da quel suo sordo soffiare. Avrei voluti girare le spalle a quel vostro borgo, tornare forse in primavera, fuggire, fuggire lontano da quei vostri letti, smettere di restare lì a consumarsi di pensieri. Ma ero lì immobile e solo quando una lacrima ghiacciata mi punse mi accorsi di non essere un’idea e provai a camminare non so in che direzione ma di certo lontano quanto va chi in fondo non potrebbe stare di fronte ad un camino.

Patetico ma debbo pur esercitarmi, no? E poi mi ero appena svegliato e…

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2 responses to this post.

  1. Posted by Federico Tomassetti on 24 agosto 2007 at 18:14

    Giudizi sempre apprezzati balengozza. Certo che ce l’hai proprio con quel povero post del tizio fumone… ti è rimasto impresso…

    Rispondi

  2. Posted by Rassviet on 24 agosto 2007 at 18:14

    decisamente meglio rispetto a quello del tipo che usciva a fumare…anche di quello sul ghiaccio direi…esercitarsi fa bene!!!
     
    giudizio di una balenga che si improvvisa critica letteraria

    Rispondi

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