Punto rossa, firme, malattie

Un centinaio di migliaia di chilometri. Eppure sembra ancora fresca, piena di entusiasmo, Pare ricordarsi meglio di me quei sabato mattina sulla salita che porta al castello e poi al liceo Darwin di Rivoli. La coda, il sole in faccia, le compagne cui dare un passaggio. E poi le fanciulle (poche 🙂 ) sul sedile. I parcheggi nel bosco, le cassette, le zanzare che entrano in macchina, che in due si stava benissimo e non si era disposti  affatto ad accoglierle, a condividere. Stelle e grilli eran più che sufficienti. E l’autoradio, di quelle a cassette, di quelle vecchie. Spegnevo il quadro e l’autoradio continuava ad accompagnarci. Ed oggi la riprendo questa vecchia macchina ed infilo una altrettanto vecchia cassetta, Samurai 3 (live da una serie di concerti dei Guns n’ Roses in Giappone). Ripenso al momento lontano in cui devo averla estratta dall’autoradio e a tutto il tempo che è passato mentre rimanevo ferma, bloccata sulla stessa nota, pronta a riprendere da lì incurante del tempo trascorso, degli eventi, dei cambiamenti. E’ strano come una musicassetta possa essere più stoica di me. Non sono lo stesso che si sbellicava nei ritorni da scuola in pullman, che viveva ogni giornata di scuola come una condanna infinita alla noia ma anche come un’avventura al limite del parossismo; fra le altre cose per quei quindici minuti di intervallo in cui mescolarsi a migliaia di altri studenti, avventurarsi in quel cortile affollato dove tutti fumavano (sembrava l’avverarsi del sogno senza pudore di un signor Philip Morris qualsiasi) o spingersi dentro la stanza che costiuiva il piccolo bar; allora sembrava un mondo intero. Tutto ciò che poi era fuori dal recinto dapprima della scuola, poi di Rivoli, Rosta o Buttigliera sembrava l’assoluto, l’inesplorato. E spaventoso sentivo il dovere di cancellare quell’hic sunt leones dalla mappa delle mie ignoranze. E poi fu Torino prima grande e poi stretta e poi i viaggi portarono sempre un po’ più là, troppo tardi dentro ai parchi o fino alle coste dell’oceano e la magia si sciolse a furia di voler scavalcare, di voler sbirciare dietro le quinte. Mi accorgo di avere ancora bisogno di confini, di Californie inesplorate. Di quella frontiera che si sdraia sull’orizzonte, quella grande, bellissima sceneggiatura di sfondo che copre l’orrore, del già visto, del noto.

E pensare che il mondo era fatto di ragazze misteriose, esotiche, appena intraviste che avevan fatto giungere la voce che Due di due fosse da leggere, ed io l’avrei fatto anni dopo, lontano da quella salita assolata, da quell’andarmene a scuola e poi a zonzo per la vita, a svoltare gli angoli, a vedere quel che c’era. E ne ho viste di cose. Ora è che mi sembra non ci siano più angoli!
 
Ma ora firmerò la cessione della mia vecchia punto rossa che in questi anni ha usato mio fratello (massi, quella storia per cui la rubarono e quando la ritrovai ne avevo acquistat un’altra macchina). Beh ma questa influenza sta passando, ed è ora di tornare a vedere chi c’è là fuori, conservando un po’ di posto qua dentro per quella mia amata prima macchina, per tutti coloro che si sono posati su quei sedili (o sul tetto o nel bagagliaio) e hanno vissute con me quelle mille esplorazioni. Qualcuno ha voglia di esplorare con me o vi limiterete a sorbirvi i miei racconti?

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5 responses to this post.

  1. Posted by v wrote: on 4 marzo 2008 at 23:26

    un ultimo con l’apostrofo aaaahhh.. anche la grammatica è andata in vacanza con il mio cervello!!!

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  2. Posted by v wrote: on 4 marzo 2008 at 23:26

    un’ultimo saluto alla punto GRANATA… odore indimenticabile, zanzare nella pasta, il ghiaccio da dentro(!!), sacco a pelo sempre presente, porte che cigolano e "faster rock in the city…faster rock in the city…faster rock in the city…faster rock in the city"…

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  3. Posted by Paolo Cavicchi on 4 marzo 2008 at 23:26

    Ci conosciamo da molto tempo ormai, ma non mi pare che noi si sia mai fatto una vacanza insieme. Però di scemate parecchie. Non ultima una corsa fino al burger king un pomeriggio che sembra ormai persa nel tempo…

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  4. Posted by Diana on 4 marzo 2008 at 23:26

    Io ci verrei anche a fare qualche esplorazione.

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  5. Posted by Claudio Stella on 4 marzo 2008 at 23:26

    figo…quel leggero odore di tana ogni tanto me lo sogno ancora…chissà quanta essenza di maschio adolescente ci abbiamo lasciato la sopra…eeeh, e la vecchia Clio? Sigh sob…Continuo a pensare che scrivi benissimo…

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