Poggiare

Mi è caduto lo sguardo su un angolo della camera, qui a casa di mia madre. Anni fa stava un topolino, uno di quegli orridi pupazzetti di pochi centimetri che, davvero, non so perchè piacciano alle fanciulle. Diamine, sono davvero orribili. Fatto sta che mi era capitato in sorte di riceverne uno e di poggiarlo lì, di vedetta sui tempi che correvano, che io ero di fretta e andavo. Oggi mi sono ricordato di lui e mi sono accorto che s’è perso, ha abbandonato il suo posto, considerata conclusa la sua missione. Non sta più di guardia a quei tempi che mi stanno a cuore per contratto, che albergavano in quel mio cuore contratto. E mi sono imbattuto ancora i binari, in visita come ad una vecchia zia, a perdermi in quei tempi morti di camminate fino agli estremi, alle panchine arrugginite, ai confini che si scontornano nella campagna intorno, linee gialle che si interrompono, banchine che muoiono fra la ghiaia e l’erba tutt’attorno. Tempi vissuti fra mattini che cercano di risvegliarsi, anticipi grandi da riempire lungo i binari di pensieri ed i soliti sogni. E notti ad aspettare treni e giorni a fuggirli e di stazione in stazione, di giorno in giorno, scomposto, stanco e pur sempre col mio bagaglio di pensieri appresso. C’era una vita lungo i binari e lì l’ho lasciata, in questo oltre che mi vede distante dai ricordi. Come liberato. Il topolino l’aveva capito ed è andato, ha preso il suo di treno. Forse torna a casa, a quella stazione dove lei ed un vestito azzurro me l’avevano affidato, a quel giorno davanti alla commissione d’esame. Io a dire il vero non avevo granchè attenzione o tempo per la commissione; un po’ guardavo lei ed un po’ pensavo alla bottiglia di Tequila che mi aspettavo nel bagagliaio della mia punto granata. E credo fosse quello essere maturi; saper fingere che quelle due prospettive fossero importanti e a me care.

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3 responses to this post.

  1. Posted by chiara on 19 giugno 2008 at 20:38

    Di soprammobbili orribili ne ho un’infinità, tutti polverosi, tutti con una storia e una personalità…a volte con un nome. Non riesco a buttarli, mi fa troppo male, al massimo li nascondo. Li nascondo così bene, che spesso mi dimentico dove li avevo seppelliti. Quando li ritrovo per puro caso li odio e li amo.

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  2. Posted by chiara on 19 giugno 2008 at 20:38

    Di soprammobbili orribili ne ho un’infinità, tutti polverosi, tutti con una storia e una personalità…a volte con un nome. Non riesco a buttarli, mi fa troppo male, al massimo li nascondo. Li nascondo così bene, che spesso mi dimentico dove li avevo seppelliti. Quando li ritrovo per puro caso li odio e li amo.

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  3. Posted by Marghy B on 18 giugno 2008 at 20:38

    Il tuo modo di scrivere mi ricorda i solchi di una corteccia, vie di diverse profondità e di diversi misteri, ma tutti che si incontrano, da qualche parte. Ho seguito questi meandri per qualche istante, e ho iniziato a pensare agli infiniti modi possibili di raccontare il significato di una sola parola. Grazie per questa rotolata nei tuoi pensieri, è stato un piacere.SfuggimiSfuggitiMa chi lo sadove s’infilerà il ventoForse si incepperàin un nodo di pazzìaForse verrà strozzato daun respiro trattenutoForsestasera porterà lontano.ForseMarghy

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