Das Gepäck

Anni fa vagando per la Valsusa mi sono imbattuto in un pub. Anni dopo ci sono entrato con il Poeta rientrato dall’Irlanda, proprio in quel pub dal personale metà italiano metà irlandese, una sorta di transizione lenta, una terra di confine fra la Dublino da cui il Poeta proveniva e la Torino che mi serrava stretta. Ci sono tornato ieri, con il Capo. Sembrava davvero uno spazio comune, un luogo immerso nel paese. Un posto dove sapevano versare una birra. Un buon posto. Mentre proponevo di tornarci qualche volta è capitato di pensare che il prossimo potrebbe essere l’ultimo week-end in cui io ed il Capo saremo contemporaneamente presente in Italia. E così oggi mi sono strappato la rete da sotto, ho svuotato il bagagliaio di tutto quell’humus che mi serviva a scorazzare. Via il sacco a pelo, il casco da cantiere, le mezze bottiglie, il pacco di cereali che è lì dal ritorno di Dani dalla Svezia (un paio d’anni penso), tre bombolette di schiuma da barba altra robaccia varia. Rimangono solo un paio di cuscini ed una felpa.

Il confine compare da dietro l’orizzonte.

Sabato si potrebbe inneggiare all’italianità andando a mangiare la pizza a giro. Cibo e birra fino a scoppiare. Avremmo preferito organizzare qualcosa all’aperto ma pare piova…

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