Un mese

Ne è passato di tempo da quel mattino ad Avigliana. 21 Agosto e mi ritrovo solo sui binari con la mia grande valigia rossa che da lì a poco mi azzannerà una gamba mentre la carico sul treno. Mi ritrovo a più di un mese di distanza a disfarla quella valigia e sistemarmi nella mia nuova camera. Questo dopo aver inseguito per giorni l’Hausmeister ed averci discusso alle 7:30 del mattino in tedesco. La mia nuova stanza e la sedia rotta, un libro in arabo lasciatoci da chissà chi e finalmente internet (dopo un paio di chiamate a vuoto e qualche corsa). Guardo la valigia e ripenso a quel giorno che sembra così lontano, come sono io da quelle montagne che hanno sempre ornato i miei paesaggi, da quel profumo bagnato delle terre in cui sono nato… l’autunno non è bello in nessun posto come in Piemonte. Mi sembra davvero che lì la terra mi sappia ascoltare e allo stesso tempo lasciarmi spazio, quei posti mi sanno cullare, rispettare la mia malinconia e non posso che continuare ad amarli a distanza, qui, ad un Erasmus di distanza.

Salutozzamente,

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La mia stanza (le valigie chiuse che vedete non sono mie ma di un amico)

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3 responses to this post.

  1. Posted by Federico Tomassetti on 2 ottobre 2008 at 17:12

    Mi piace da morire l’idea della diretta interspaziale e del dire "la drooogaaaaa"eh eh ehil bello di conoscere una persona è che quando leggi quello che scrive te lo puoi immaginare mentre ti dice quella cosa ed è come se fosse qui accanto a dirtela, a ricordarti quanto sei coglione.

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  2. Posted by Claudio Stella on 2 ottobre 2008 at 17:12

    "la drooogaaa" ah ah ahSe tu fossi stato un astronauta e, in diretta interspaziale, obbligato a dire qualcosa all’umanità, quasi certamente avresti pronunciato la stessa parola…Sei unico, amico mio.Con quella maglia e quei capelli, scopro di esserti vicino più di quanto le distanze ci fanno credere…

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  3. Posted by Paolo Cavicchi on 1 ottobre 2008 at 17:12

    Mmm, non so perchè ma ero convinto che avessi il bagno in camera.

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