Parole a vanvera dette a casaccio con una lattina di nastro azzurro in mano e cinque ore da quando ci si becca con Giorgì al Queen

Si, sei arrivata come la pioggia.

Come la pioggia mi hai sorpreso mani in tasca. Un diluvio a lavare via polvere e sciocchezze.

Lo sguardo al sole gli occhi chiusi, le prime gocce e dirsi che no, non sta piovendo. Eppure sorridi, neghi quando già sai. Lasci che le gocce continuino a baciarti.

Sai proprio di pioggia. Mi piace come sai venirmi a trovare, avvolgere i pensieri ed i momenti. Sei il primo sorso di birra, il primo respiro dopo uno spavento.

Sei la pioggia che ti viene a trovare nel bosco, il profumo di terra.

E proprio della pioggia è anche il modo in cui mi sei entrata dentro. Mi sento tanto la terra che se ne sta lì inutile, a sprecarsi d’aridezza. E poi arrivi tu. Senza appuntamento. Ti fai largo sottile, neanche il tempo di dire "oh" e sei già così in profondità.

Mi piace la pioggia, mi ricorda te.

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