Cosa mi porto dietro

Sinceramente io in questa storia c’entravo poco o nulla.

Ho semplicemente osservato come le persone si comportassero nei miei confronti e mi sono fatto un’idea più precisa. Senza odiare nessuno, semplicemente traendo le mie personali conclusioni.

Poi altre rivelazioni che spostano di quasi nulla il giudizio che mi ero fatto.

Check.

E mi vuoi cancellare da facebook, eh, sarà dura, ma ci berrò su.

E scrivi un bell’intervento per insultarmi, supportata dalla tua claque, e va bene:

Ipocrita lettore

Quanto a lungo ti sei riempito la bocca e le intenzioni della mia felicità – e ti sei vantato, tronfio di spenderci pensieri e speranze, molto più che per te stesso.
Tu che tanto dichiaravi di amarmi, di rispettarmi, di tenerci al punto che – dicevi, mi avresti subito lasciato andare davanti alla consapevolezza di non essere il meglio per me. E millantavi la gioia e ti compiacevi dell’altruismo con cui avresti accolto la notizia della mia felicità.

Proprio tu, ipocrita fariseo moralista e pettegolo, in realtà cercavi solo qualcuno che ti rimpiangesse in eterno, che continuasse a volerti e cercarti malgrado te e i tuoi vani patetismi, e non appena l’orizzonte si è tinto della mia felicità, hai iniziato a gettarci fango addosso.
Non fai che indolente attendere qualcuno che ti adori, che ti scopi, ti insegua e nel frattempo resti immobile a lamentarti e ti circondi solo di persone che ti approvino – e va bene anche per finta, va bene anche se in fondo non è vero.

Sei pieno di regole e principi che applichi solo in contesti compiacenti, a popolazioni ben selezionate, e soprattutto solo se al momento del tuo giudizio non sono presenti, e non posso ribatterti.
Sei ipocrita come le tue intenzioni, come le amicizie che mantieni per comodità, persone che ti vanno bene il venerdì sera, ma che il sabato mattina hai già sputtanato al vento, solo per il gusto di avere qualcosa in bocca diverso dai silenzi della tua noiosa esistenza.

Tu, ipocrita lettore, mediocre scrittore.
L’ultima cosa al mondo che sapresti sopportare meno di d’essere posto dinanzi ai tuoi torti, è qualcuno che riconosca i miei meriti, e che non tema di amarmi così come sono.

Sappi che ti compatisco.

“Happiness is a hard master—particularly other people’s happiness.”

(http://libby-thesecretgarden.blogspot.com/2010/07/ipocrita-lettore.html)

Io dal canto mio cerco di trarre lezioni da questa esperienza.

Non mi pento delle mie scelte, di aver cambiato la mia vita ed essermi speso per intero. Credo che un sentimento non possa poi venir sporcato o reso vuoto a posteriori da come l’altra persona coinvolta scelga di comportarsi.

Ne esco con degli insegnamenti da far maturare, da capire a poco a poco.

E con un quadro più preciso di alcune persone che ho attorno.

Questo è quanto voglio portarmi dietro.

Poi certo, ci sarebbe amarezza per tanti motivi: per le bugie, per la delusione per la fiducia riposta.

Ma non solo. Come spesso accade ho anche avuto sorprese positive dalle persone che ho attorno.

E da questo riparto, curo la mia amarezza e mi immergo fra i sorrisi di che c’è intorno.

E poi due sere fa è stato bello rivedere Francesca dopo tanti anni, e chiacchierare con la sua solita allegria.

E ieri è stato bello rivedere Sara e Roberta e riassumersi la vita.

Ed oggi è stata bella la laurea di Giusy e ricevere il messaggio di Marina.

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